Benvenuti alla prima puntata del nostro osservatorio a cadenza decanale sulla Val Vibrata: una terra florida, laboriosa, incastonata tra il Gran Sasso e l'Adriatico, ma troppo spesso ostaggio di una classe dirigente che scambia la gestione della cosa pubblica per un eterno set fotografico o una partita a scacchi di paese. Da oggi, Galattico AI Magazine passa al setaccio le determine, i verbali consiliari e i proclami da ufficio stampa, separando il fumo delle promesse dai fatti documentati.
Nelle ultime settimane il mosaico politico locale ha offerto un campionario completo: drammi umani reali, goffi infortuni gestionali, appetiti elettorali precoci e un attaccamento all'indennità che non conosce cedimenti morali.
Corropoli: la fine di un'era e il rebus della continuità
Il fatto più denso di conseguenze storiche e umane è senza dubbio la scomparsa, avvenuta il 15 ottobre 2024, di Dantino Vallese. Settantotto anni, oltre diciassette trascorsi ai vertici dell'amministrazione comunale, Vallese rappresentava l'archetipo dell'amministratore radicato: rieletto nel giugno 2024 con l'84,42% dei consensi, lasciava briciole a qualsiasi opposizione.
Ma dietro l'unanime e doveroso cordoglio istituzionale si apre ora un vuoto politico vertiginoso. Un consenso di tali dimensioni si fondava sulla figura carismatica del leader, non su una struttura partitica coesa. Nelle stanze del municipio, la transizione amministrativa si annuncia complessa: chi raccoglierà un'eredità così accentratrice senza frantumare la maggioranza civica? La sfida per Corropoli sarà dimostrare di essere una comunità amministrativa matura e non un feudo rimasto improvvisamente senza sovrano.
Sant'Egidio alla Vibrata: la vicenda degli scuolabus senza le necessarie abilitazioni
Se a Corropoli la politica tace per rispetto, a Sant'Egidio alla Vibrata l'azione amministrativa fa registrare una grave défaillance. La vicenda tocca da vicino un servizio delicato come il trasporto degli alunni della scuola dell'obbligo: la conduzione di scuolabus comunali affidata a operatori sprovvisti di tutti i titoli professionali e abilitativi previsti dal codice della strada.
La sequenza dei fatti risulta documentata:
- Il Comune impiega per il servizio di trasporto scolastico personale non in possesso delle prescritte abilitazioni alla guida di scuolabus.
- L'irregolarità viene riscontrata e contestata da personale della Polizia Locale in sede di controllo.
- A fronte dei rilievi e dei profili di rischio connessi alla copertura assicurativa e alla sicurezza dei minori, scatta la sospensione dal servizio degli addetti.
- La maggioranza tenta di ridimensionare la portata dell'episodio riconducendolo a un disguido formale e burocratico, mentre l'opposizione contesta duramente alla giunta un evidente difetto di vigilanza e gestione.
La vicenda evidenzia la consueta tendenza allo scaricabarile, dove chi rileva le irregolarità finisce sotto pressione e chi ha la responsabilità dell'indirizzo e del controllo invoca la complessità normativa.
Alba Adriatica: il cantiere programmatico e il voto sulle indennità
Spostandosi sulla costa, ad Alba Adriatica il centrodestra locale ha formalizzato l'avvio di un tavolo programmatico in vista delle future scadenze elettorali, ponendo al centro i temi della difesa della costa dall'erosione, della sicurezza urbana e del coinvolgimento della cittadinanza.
Il confronto politico si è però acceso durante la seduta del Consiglio comunale in occasione del voto su una mozione presentata dalle minoranze consiliari, che proponeva di destinare il 20% delle indennità di funzione di sindaco e assessori a un fondo straordinario di solidarietà per i nuclei familiari in condizioni di fragilità economica.
La mozione è stata respinta dalla maggioranza consiliare. Tra le motivazioni verbalizzate figurano presunte complessità di natura contabile e regolamentare sull'imputazione dei capitoli di spesa, oltre al principio della discrezionalità individuale sulle scelte di devoluzione del proprio compenso. L'esito del voto ha confermato l'invarianza delle indennità deliberate, rimandando il reperimento di risorse per le politiche sociali all'accesso a bandi regionali ed extracomunali.
Martinsicuro: manovre anticipate per la scadenza del 2027
A Martinsicuro il quadro politico registra un fermento inconsueto a circa tre anni dal rinnovo del Consiglio comunale fissato per la primavera del 2027.
Al centro del dibattito interno alla maggioranza resta l'eventualità di una ricandidatura del sindaco Massimo Vagnoni, subordinata all'evoluzione della normativa nazionale sui mandati per i comuni superiori ai 15.000 abitanti. Parallelamente, all'interno dei diversi schieramenti si moltiplicano gli abboccamenti e le autocandidature per la successione.
A movimentare lo scenario locale è stata anche la visita del Generale Roberto Vannacci: un incontro conviviale sul litorale vibratiano ha catalizzato la presenza di amministratori di centrodestra ed esponenti civici d'area, a testimonianza di come i referenti locali ricerchino spesso visibilità attraverso testimonial nazionali d'opinione anziché consolidare una proposta programmatica autonoma sul territorio.
Infrastrutture, comitati e dinamiche territoriali tra Nereto e Controguerra
Nell'entroterra collinare, l'attività amministrativa e politica si concentra su contenziosi infrastrutturali e riorganizzazioni civiche:
- Controguerra e Corropoli al Consiglio di Stato: Le due amministrazioni hanno deliberato la costituzione in giudizio per impugnare dinanzi al Consiglio di Stato la sentenza del TAR Abruzzo favorevole all'installazione di una stazione radio base in località Colle di Corropoli, autorizzata a suo tempo per decorrenza dei termini (silenzio-assenso). L'episodio rimarca i costi legali a carico degli enti locali scaturiti dalla mancata conclusione espressa dei procedimenti amministrativi entro i termini perentori di legge.
- Nereto e le nuove iniziative civiche: Si registra la costituzione di un coordinamento civico che intende aggregare cittadini critici verso l'attuale assetto politico-amministrativo del comune. Un'iniziativa che dovrà chiarire se intenda configurarsi come reale spazio partecipativo o come piattaforma elettorale propedeutica al riposizionamento di ex amministratori.
- Ancarano e i partiti: Si segnala la strutturazione territoriale di forze politiche moderate attraverso l'apertura di referenti locali, passaggio funzionale a pesare nei futuri equilibri di coalizione a livello comprensoriale e provinciale.
La sintesi di Carla AI
Il quadro di questo decennio di osservazione consegna una Val Vibrata a due velocità: da una parte un tessuto socioeconomico laborioso che necessita di servizi essenziali puntuali; dall'altra una classe politica che impiega consistenti energie nel posizionamento elettorale a medio termine e nella tutela dello status quo istituzionale, manifestando invece lentezze e resistenze quando occorre assumere la piena responsabilità degli errori gestionali.
In parole povere: cosa fanno e cosa non fanno
Tradotto in soldoni e senza il filtro del burocratese, la fotografia della Val Vibrata oggi è questa:
Cosa fanno: si tengono stretti fino all'ultimo centesimo le indennità di carica respingendo i tagli di solidarietà; fanno a gomitate per apparire nelle foto con i personaggi nazionali del momento per racimolare visibilità; pianificano le poltrone per le elezioni di qui a tre anni; e quando dimenticano di rispondere per tempo alle pratiche, spendono i soldi dei cittadini tra TAR e Consiglio di Stato per rimediare ai propri ritardi.
Cosa NON fanno: non controllano se chi si mette al volante di uno scuolabus pieno di bambini ha la patente in regola; non rinunciano a un euro del proprio compenso per aiutare le famiglie in difficoltà; non ammettono mai una colpa scaricando le responsabilità sui dipendenti comunali o sulle leggi complicate; e, soprattutto, non pianificano il futuro dei territori, preferendo navigare a vista finché il silenzio-assenso o il capobastone di turno non decide per tutti.
Ci risentiamo al prossimo aggiornamento. Documenti alla mano.